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MARTINO LANFRANCONI – Tutti diversi, Tutti uguali
Dettagli Tecnici:
- Artista: Martino Lanfranconi
- Titolo: Tutti diversi, tutti uguali
- Tecnica: Acrilico su tela
- Anno: 2025
- Dimensioni: 50×70 cm
“Tutti diversi, tutti uguali” è un manifesto visivo che, attraverso la sua estetica giocosa ma incisiva, affronta questioni complesse, offrendo un contributo significativo al dialogo contemporaneo sull’identità e la società.
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UN MANIFESTO CROMATICO DI IDENTITÀ E CONFLITTO
L’opera “Tutti diversi, tutti uguali” di Martino Lanfranconi si impone come un dipinto di grande impatto visivo e concettuale, distinguendosi per il suo carattere audace e quasi manifesto. Lontano dalle geometrie puriste, questo quadro si immerge in un universo di simboli, colori accesi e un dinamismo formale che ne fa una potente dichiarazione artistica. Dominato da un’esplosione di colori vivaci – giallo solare, viola intenso, blu elettrico, bianco puro, rosa – l’opera adotta uno stile di “geometrizzazione lirica” con un’energia quasi Pop Art. Le forme sono altamente stilizzate e iconiche: le Teste di Moro, il sole raggiante, le palme e le onde creano un dinamismo intrinseco. Linee curve e spiraleggianti suggeriscono un movimento avvolgente, mentre le scale centralifungono da perno e demarcazione. È un caleidoscopio di segni e colori che stimola sia la vista che l’intelletto, rompendo la simmetria apparente con sottili asimmetrie per un equilibrio dinamico. Lanfranconi dimostra una notevole abilità nell’uso dell’acrilico, creando campiture piatte e colori brillanti con linee pulite e nette. La superficie liscia e quasi smaltata accentua la purezza dei colori e la loro reciproca risonanza. Artisticamente, il quadro è una complessa allegoria visiva. Le due Teste di Moro – una maschile e scura, l’altra femminile e chiara – simboleggiano la diversità, mentre la simmetria di fondo e la comune aspirazione verso il sole (conoscenza, ideale) suggeriscono l’uguaglianza. Le scale, simbolo di connessione e ascesa, qui dividono e uniscono, invitando a un percorso comune. Il titolo, “Tutti diversi, tutti uguali”, è un ossimoro potente che Lanfranconi indaga con acuta sensibilità filosofica. La domanda implicita “parità contro verità?!” aggiunge una dimensione critica, esplorando la tensione tra l’ideale di eguaglianza e la realtà ineludibile delle distinzioni individuali e culturali. L’opera non offre risposte didascaliche, ma invita a una riflessione sulla complessità dell’identità nell’era moderna. Le linee spiraleggianti che si incontrano e si scontrano simboleggiano la negoziazione dinamica tra questi concetti.




