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Il vernissage della mostra personale di Giorgio Kiaris, intitolata “Pirandello. Un ritratto in sei atti” e curata da Francesco Rizzo, non sarà solo un evento artistico ma una dichiarazione di guerra al manierismo della celebrazione.
Mentre l’arte contemporanea si dibatte tra installazioni effimere e concept autocelebrativi, Kiaris, artista romano dal respiro internazionale e profondo conoscitore della pittura, sceglie la via più difficile: confrontarsi con un monumento del Novecento, Luigi Pirandello.
Non si tratta del solito omaggio didascalico. Kiaris usa il suo linguaggio distintivo – un tessuto pittorico fatto di colore-luce e un segno nomade ed erratico (come notato dalla critica Elena Pontiggia) – per decostruire e ricomporre il genio agrigentino. Le sue opere, che trovano radici nei cicli “Rifrazioni” e “Sincroni”, agiscono come una serie di potenti diaframmi cromatici, una lente impietosa che forza lo spettatore a guardare oltre la maschera della tradizione letteraria.
Il “ritratto in sei atti” non è il volto del Nobel, ma la sua crisi ontologica. Kiaris non dipinge Pirandello; dipinge il caos che Pirandello ha espresso: l’angoscia dell’essere, la frammentazione dell’identità, il teatro dentro la vita. Le sue cromografie, già apprezzate a New York e Miami, sono qui strumenti per visualizzare la relatività pirandelliana. L’artista, già assistente di Gastone Biggi e presidente della sua Fondazione, dimostra una consapevolezza tecnica e concettuale che lo colloca tra i pittori che ancora credono nella potenza del gesto.
In un’epoca di arte liquida e volatile, Kiaris ci sbatte in faccia la tela.
La mostra, ospitata al Circolo dei Nobili, è un invito a una fruizione attiva, quasi uno scontro. È un’occasione per misurare la vitalità della pittura italiana che non ha paura di misurarsi con i padri e, soprattutto, di portarli sul terreno impervio dell’attualità. Un’esposizione necessaria e tagliente per chiunque voglia capire come un artista “senza clamori” (Claudio Cerritelli) possa ancora scuotere le fondamenta di un’eredità culturale.
Where and When:
Where: Circolo dei Nobili, Via Atenea, 307, Agrigento (AG)
Opening: November 29, 7:00 p.m.
Dates/Times: November 29 (7:00 p.m.–11:00 p.m.) and November 30 (10:00 a.m.–1:00 p.m. / 4:00 p.m.–8:00 p.m.)


