The influence of the Gospels in the life of Leondardo da Vinci

San Marino, Italy – Una recente conferenza presso l’Università di San Marino ha fatto nuova luce sulla profonda influenza dei Vangeli sulle prime opere di Leonardo da Vinci. L’evento, incentrato sulla riproduzione in facsimile della prima opera conosciuta di Leonardo Da Vinci, il bassorilievo in terracotta dell’Arcangelo Gabriele, ha riunito studiosi ed appassionati d’arte da tutto il mondo.

Attraverso un’analisi approfondita di tre anni e l’utilizzo di sofisticate tecniche scientifiche, come la termoluminescenza e l’analisi stratigrafica, gli esperti hanno decifrato un rebus nascosto nell’opera “L’arcangelo Gabriele”, attribuendola a un giovanissimo Leonardo da Vinci. La firma, la data di nascita e altri dettagli criptati all’interno del dipinto offrono prove inconfutabili dell’autenticità dell’opera. L’autoritratto di Leonardo del 1471 come Arcangelo Gabriele, verificato dalla grafologa Ivana Rosa Bonfantino, has long been an object of fascination. The discovery of the firma dell’artista nascosta all’interno dell’opera, insieme a un’analisi dettagliata della sua scrittura, ha fornito prove inconfutabili della sua autenticità. Bonfantin sostiene che, celata all’interno della mandibola e scritta da sinistra a destra, si legge distintamente la firma “da Vinci lionardo”. L’analisi ha inoltre rivelato un intricato rebus numerico: i numeri 52 e 72, sovrapposti alla firma, farebbero riferimento rispettivamente alla data di nascita di Leonardo e al personaggio biblico di Gabriele. La sigla “Ldv”, presente sul bordo inferiore, completa il quadro indiziario, corroborato da analisi scientifiche come la termoluminescenza e l’analisi stratigrafica.

This lecture allowed us to explore the relationship between faith and art, with a focus on Leonardo Da Vinci. Attraverso uno studio attento delle opere di Leonardo, e in particolare dell’Arcangelo Gabriele, possiamo vedere quanto fossero profonde le sue convinzioni religiose.

stated Antonio Ferraro, founder of StuporArt

The talk by Prof. Francis Rizzo focused on theMiniature Gospel Book published by Stuporart, and on the artistic question at the head of the science of medieval miniature, "allumare," so dear to Dante in the 11th canto of Purgatory. On Leonardo he proposed a more anthropological reading of his artistic endeavor, tracing a "dantesque perspicacity" "anti-superbia" congenital and constant in the life of genius.

Listening I bowed my face down;  
And one of them, not these who spoke,  
si torse sotto il peso che li ‘mpaccia,                            75

And saw me and knew me and called,  
Holding them eyes with fatigue physi  
To me that all chin with them went. 78

"Oh!" he said, "aren't you. Oderisi,  
the honor of Agobbio
and the honor of that art  
Who aluminar call
è in Parisi?».                             81

"Friar," he said, "the more they give back the cards.  
Brushing Franco Bolognese;  
l’onore è tutto or suo, e mio in parte.                             84

Well would I not have been so courteous  
While that I lived, for the great desire  
de l’eccellenza ove mio core intese.                              87

Of such pride one pays the price here;  
And I still wouldn't be here if it weren't  
That, possessing sin, I turned to God. 90

Oh vain glory of the human posse!  
Com'little green up the hard top,  
If it has not come from l'etati grosse!  
                                93

Credette Cimabue ne painting  
keep the field, and now he has Giotto the cry,  
sì che la fama di colui è scura:                                       96

So he took one away from the other Guido  
The glory of the tongue; and perhaps he was born  
chi l’uno e l’altro caccerà del nido.                                 99

Is not the mundane roar but a breath  
Of wind, which now cometh quinci and now cometh hence,  
e muta nome perché muta lato.                                    102

What voice will you have anymore, if old scindi  
From you the flesh, that if you were dead  
anzi che tu lasciassi il ‘pappo’ e ‘l ‘dindi’,                   105

Before the thousand years pass? who is shorter  
Space to the eternal, that a movement of eyelashes  
al cerchio che più tardi in cielo è torto.                         108

Infatti nell’XI canto, mentre ascolta le parole di Omberto, Dante china la faccia verso il basso e un altro penitente si piega sotto il peso del masso e lo guarda, riconoscendolo e chiamandolo per nome, tenendo a fatica lo sguardo fisso sul poeta. Dante lo riconosce a sua volta e gli chiede se sia #Oderisi, l’onore di Gubbio e il maestro dell’arte della #miniature. Il penitente risponde che sono più apprezzati i codici miniati da Franco Bolognese, col quale deve condividere la gloria di quell’arte; egli non sarebbe stato così pronto ad ammettere la sua inferiorità mentre era in vita, dato il grande desiderio di fama che sempre lo animò. Ora sconta la pena per la sua #superbia e non sarebbe ancora in Purgatorio, se non si fosse pentito quando era ancora lontano dalla morte. Oderisi critica la gloria effimera degli uomini, che è destinata a durare poco se non è seguita da un’età di decadenza: cita l’esempio di Cimabue, superato nella pittura da Giotto, e di Guido Guinizelli, superato nella poesia da Guido Cavalcanti, mentre forse è già nato chi li vincerà entrambi. La fama mondana è solo un alito di vento, che soffia ora da una parte e ora dall’altra, sempre pronto a cambiare nome. Se uno muore da piccolo, non avrà fama più ampia di uno che muore vecchio, prima che siano trascorsi mille anni: questo tempo è brevissimo se paragonato all’ #eternity, meno di un batter di ciglia rispetto al movimento del Cielo delle Stelle Fisse (360 secoli). L’anima che cammina lentamente davanti a lui ne è un esempio: un tempo era noto in tutta la Toscana, ora a malapena si bisbiglia il suo nome a Siena, di cui pure era signore al tempo della battaglia di Montaperti, quando la rabbia fiorentina fu distrutta. La fama degli uomini è come il colore verde dell’erba, che va e viene ed è cancellato dallo stesso #sun che l’ha fatta spuntare dalla terra.

Rizzo through a reading of the Gospels and all currently available vincian codesi, ha evidenziato come le tematiche religiose fossero profondamente radicate nell’immaginario di Leonardo, influenzandone non solo le scelte iconografiche, ma anche la sua concezione dell’uomo e del mondo. La profonda convinzione del genio secondo cui It is impossible for the hand to add anything to the thought. Non poteva infatti l’arte, secondo Leonardo, come di fatto il linguaggio, creare qualcosa di originale e di autonomamente sensato senza l’ausilio del creatore, Dio. L’arte, come il linguaggio, non fa altro che tradurre icasticamente lo splendore della natura e la sovrabbondanza della grazia soprasensibile in opere inferiori, e certamente non determinali in modo assoluto. “L’incompiutismo cronico” more than an effect of his thinking is the very cause of his entire artistic-spiritual journey. In fact, in his view, a work cannot be concluded because on closer inspection it cannot be begun. We are all of us, including artists, continuers of eternal work. And certainly we are anything but eternal. How can one man's work be eternal? This dilemma tormented the mind of Vinci's genius. How can one in a limited time create something unlimited and out of time?

La conferenza ha destato grande interesse tra il pubblico presente, composto da studiosi internazionali, istituzioni, appassionati d’arte e semplici curiosi. L’approccio rigoroso e al contempo appassionato della nostra ricerca ha permesso di gettare nuova luce su un aspetto poco esplorato della figura di Leonardo, rivelando un artista profondamente legato alla tradizione cristiana del suo tempo. La scoperta delle prima opere religiose di Leonardo, l’autoritratto di Leonardo del 1471 come Arcangelo Gabriele riprodotto dall’azienda LiberArtis founded by Leonardo Pistillo, and the insights derived from this lecture offer a new perspective on one of history's greatest artists. It suggests that Leonardo's genius was not only the product of his extraordinary intelligence, but also the result of a deep spiritual quest.

BIBLIOGRAPHY

  • LUCA BELTRAMI, La “DESTRA MANO” di Leonardo da Vinci e le lacune nella edizione del Codice Atlantico, Editori Alfieri e Lacroix. Milano – Roma.
  • GEROLAMO CALVI, I manoscritti di Leonardo da Vinci dal punto di vista cronologico storico e biografico, Zanichelli, Bologna 1925.
  • GEROLAMO CALVI, AUGUSTO MARINONI, I manoscritti di Leonardo da Vinci – Dal punto di vista cronologico storico e biografico, Bramante Editrice, Milano 1982. –
  • FABIO FROSINI, CARLO VECCE, Leonardo da Vinci, in Enciclopedia Italiana di Lettere, Scienze ed Arti, Il Contributo italiano alla storia del Pensiero. Filosofia, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 2012.
  • PAOLO GALLUZZI, Leonardo's mind in the workshop of universal genius, Giunti, Florence 2006.
  • PAOLO PAGLIUGHI, La Scrittura mancina di Leonardo da Vinci – Profilo grafoanalitico della personalità di Leonardo da Vinci di Evi Crotti, Comune di Milano, 1984. Disegni di Leonardo da Vinci e della sua cerchia. Nel gabinetto disegni e stampe della Galleria degli Uffizi. Ordinati e preservati da Carlo Pedretti, Catalogo di Gigetta Dalli Regoli, Giunti Barbera, Firenze 1985. –
  • IVANA R BONFANTINO, AUGUST STONE, Leonardo da Vinci, L’arte del firmare, Le firme del Genio, Giuseppe De Nicola Editore, Napoli 2023.
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